Stefano Spaccapanico Proietti: un esempio virtuoso

 In Semi, Storie di vita

La Goccia nell’Oceano

In questo articolo viene riportata un’intervista fatta a Stefano Spaccapanico Proietti, ideatore e responsabile scientifico di Movimento Biologico.

Confrontandoci con lui ci siamo resi conto che alcuni aspetti della sua vita potevano essere di grande ispirazione per la collettività.

Lo scopo di questa categoria è, infatti, quello di estrapolare, partendo da storie di vita reali, dei concetti che possano gettare semi di consapevolezza nelle coscienze di chi leggerà.

Buona lettura!

stefano spaccapanico proietti ritratto volto

Indice

L’individuo all’interno della società per Stefano Spaccapanico Proietti

Come vedi il ruolo di una persona all’interno della società?

Non credo al “ruolo”, trovo che l’idea di avere un “ruolo” rappresenti una meccanicizzazione dell’Uomo, della Persona. Sono persuaso che l’idea dei ruoli richiami l’immagine di un Sé funzionale ad uno scopo, ad un obiettivo.

Questa visione coincide con lo scenario proposto da Goffman che definisce la società come «un insieme di palcoscenici in cui rappresentiamo noi stessi in modo diverso».

Credo piuttosto al “Senso” delle persone. Senso inteso come “direzione” verso la quale dirigere la propria esistenza, e senso come “significato”: il contenuto biografico della propria vita definita dai modi con cui la abitiamo.

Da questa premessa, non mi sento di poter dare una risposta assoluta, posso dirti qual è il “mio senso” senza pensare che possa assurgere a regola collettiva. Il mio senso nella società è mettere a disposizione degli Altri, della comunità, quelli che amo definire i miei “doni coltivati”: conoscenze, esperienze, saperi, competenze, pratiche, tecniche che possano aiutare gli Altri ad evolvere verso la miglior versione di sé stessi.

Ognuno ha dei talenti, riconoscerli e metterli al servizio degli Altri con passione e cuore è, forse, il Senso più profondo dell’Uomo.

La necessità di un approccio olistico e integrato secondo Stefano Spaccapanico Proietti

Stefano, osservando la tua formazione, noto che è caratterizzata da una natura interdisciplinare. Ci sono dei motivi per cui non hai ritenuto esaustivo un solo percorso di studi?

Beh di motivi ce ne sono tanti. Il primo è che non credo nelle “etichette”, nei “titoli”, nelle “qualifiche”. Io non mi sento un “osteopata”, un “terapista manuale”, “un esperto di rieducazione funzionale”, un “chinesiologo”, uno “specialista del movimento”, un “neuroscienziato in formazione”. Non sono nessuna di queste definizioni restrittive che, forse, vanno bene per identificarsi socialmente, ma non rispondono ad un principio di integrità.

Io mi sento un ricercatore delle verità dell’Umano e quelle verità non possono che essere ricercate in differenti territori e contesti: la biologia non basta a se stessa, la filosofia non basta a se stessa, la psicologia non basta a se stessa.

Solo integrando saperi ci si può avvicinare al Sapere, questo è ciò che mi anima a continuare a studiare e praticare sistematicamente, senza sosta.

Il secondo è che, sono fermamente convinto che l’uomo non sia vocato alla “specializzazione”. Noi siamo dei “generalisti”. Questo non significa che dobbiamo barattare la profondità per l’estensione ed ambire alla “tuttologia” dei tempi moderni. Significa piuttosto tendere alla completezza dei grandi Maestri della storia passata. Pensiamo a Leonardo, ad esempio, e alle sue immense conoscenze di fisica, arte, anatomia, tecnica.

Il terzo è che, avendo scelto di lavorare con le Persone, il “fenomeno” forse più complesso del cosmo, sento la responsabilità di “studiare” l’Umano in maniera complessa, integrando discipline e saperi, facendo dialogare la biomeccanica con la psicologia, la biologia con l’espressività, le neuroscienze con l’antropologia, la filosofia con la spiritualità.

Perché Movimento Biologico, progetto ideato da Stefano Spaccapanico Proietti, non è un metodo

Una delle cose che più mi ha incuriosito di Movimento Biologico, il progetto che hai ideato e che porti avanti, è che non è un metodo. Mi puoi spiegare questo punto?

Il Metodo esprime, per definizione, un modo, una via, un singolo procedimento seguito nel perseguire uno scopo, secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine che s’intende raggiungere. Il concetto di metodo evoca, quindi, un nemmeno troppo velato orientamento al protocollo; una sorta di ricetta in cui, noto l’ordine degli ingredienti ed il procedimento operativo, sia raggiungibile lo scopo per il quale il metodo viene applicato.

Questo non è l’orientamento di Movimento Biologico.

stefano spaccapanico proietti movimento biologico palline

Movimento Biologico integra al proprio interno coordinazione, flessibilità, mobilità, equilibrio, forza, respiro, espressività, vocalità, gioco, individualità e relazione, alimentando la sua formazione di “integrazioni e contaminazioni”: assume, il piacere senso-motorio dei vissuti della psicomotricità e lo completa con le arti espressive, plasma la ginnastica naturale con il radicamento terreno della danza contemporanea ed etnica, guarda con interesse al teatro, alle filosofie orientali, alla somatica, alla giocoleria, alle pratiche respiratorie e all’antiginnastica…in un dialogo aperto, scevro da metodi ed etichette.

Partendo da questi fermi pilastri concettuali, Movimento Biologico, non si configura quindi come un metodo, ambisce piuttosto ad essere un meta-metodo, uno studio libero ed aperto di più metodi che abbandona il mito del “personalismo” per tendere all’integrazione tra approcci, stili, epoche, filosofie.

L’approccio di diffusione virtuoso di Movimento Biologico

Un’ultima domanda riguardo questo argomento: qual è il motivo per cui, a differenza della maggior parte delle realtà che si occupano di attività fisica, Movimento Biologico mette i partecipanti ai propri corsi in condizione di poter divulgare l’approccio, senza logiche di profitto?

Perché non perseguiamo insensate logiche di profitto? Perché non chiediamo “fee” (o tassa), quote associative o percentuali per utilizzare il nostro “marchio”? Perché voglio credere nell’Essere Umano, voglio credere nella riconoscenza delle Persone non nella dissuasione del “non copiare perché è reato”.

Movimento Biologico, è l’erede di tutto ciò che lo ha preceduto, è la concretizzazione contemporanea delle intuizioni dei grandi Padri e delle grandi Madri del Movimento Umano corroborata di scienza e parole “nuove”.

Non è, come niente di ciò che l’Uomo crea, un’invenzione: è semplicemente un’evoluzione. E le evoluzioni, le idee, le innovazioni, hanno valore solo se vengono condivise e applicate su larga scala.

Il sistema di pensiero attuale basato sul “brand”, sul concetto di “mio” metodo, di “mia” invenzione è un delirio egoico che beneficia solo il sedicente inventore, non la collettività.

Per questo il nostro Progetto non prevede Corsi per Insegnanti, livelli di certificazione pre-confezionati, una didattica standardizzata, perché tutto è plasmato sul singolo individuo, sul gruppo, in relazione alle molteplici e mutevoli variabili in gioco.

Dopo aver appreso e compreso i principi e le esperienze di Movimento Biologico, eticamente, con rigore scientifico e coscienza, chiunque voglia portarlo nella propria città, creando classi, gruppi, eventi di divulgazione, conferenze, workshop può farlo senza riconoscere tasse o percentuali ma anzi, riceve tutto il nostro supporto incondizionato nello sviluppo dei contenuti.

Se solo si applicasse questo approccio in tante realtà, sono sicuro che faremmo un passo importante verso una società migliore.

Non cedere a compromessi, per cercare la verità

Stefano, prima del tuo progetto attuale, so che svolgevi lavori a cui ambirebbero molti professionisti del settore delle scienze motorie. Perché hai scelto di lasciarli e portare avanti solo Movimento Biologico, nonostante i rischi che le sue dinamiche altamente non convenzionali potevano comportare?

Per molti anni mi sono occupato di terapia manuale, osteopatia e programmi di esercizio fisico nel recupero infortuni. Lavoravo con atleti di tutti i livelli, dagli sportivi amatoriali a quelli di alto ed altissimo profilo, compresi campioni del mondo e medagliati olimpici. Il mio ruolo era quello di “rimetterli” in sella, in campo, sul ring, il prima possibile.

Ero una sorta di “meccanico” che sistemava quei corpi-macchina e li rimetteva in condizione di performare, di gareggiare, di competere.

A questo affiancavo l’attività di docente per molte federazioni sportive nazionali e scuole di osteopatia, ero membro di commissioni scientifiche, responsabile della ricerca e della didattica per società di alta formazione nelle scienze motorie, relatore in numerosi congressi nazionali ed internazionali.

Come molti osano dire: “mi ero fatto un nome”. Grandi soddisfazioni, ottimi risultati, alti riconoscimenti, talmente alti che il mio ego quasi si persuase che fosse tutto lì; ma dentro me qualcosa pulsava, stonava, chiedeva di essere ascoltato. Non era tutto lì. Mancava qualcosa.

Cosa mancasse l’ho scoperto cambiando strada, indossando nuove “lenti”. Ho avuto fiducia in quel vuoto interiore che chiedeva di essere colmato e ho lasciato che mi guidasse.

Ho rinunciato ad un incarico alle olimpiadi di Rio, ho abbandonato la formazione protocollare, massificata e standardizzata, semplificata e semplificante, ho lasciato la mia affermata attività di “meccanico” e sono diventato un “Alchimista del Movimento”.

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Ho ricercato quello che potrei definire “l’altro Movimento”, quello con la “M” maiuscola, quello che non trovi nello sport, nel fitness, nel wellness, nei libri di scienza e nei manuali di metodologia.

Ho studiato di nuovo l’embriologia, la biologia, la biochimica, la fisiologia, la pedagogia, l’antropologia, la filosofia, con altri occhi, con un’altra maturità, con altre domande nel cuore.

Credo di aver studiato e praticato tutte le forme di Movimento: dalla ginnastica ritmica al parkour, dalla giocoleria allo yoga, dalla pesistica alla calistenia, dalle discipline marziali all’acrobatica.

Ho imparato che ogni disciplina ha del “buono” per l’Essere Umano…ma nessuna, da sola, può bastare all’Essere Umano.

C’è bisogno di integrazione, di dialogo, di contaminazione, di condivisione; era questo ciò che “mi mancava”, ho capito che il mio Senso è creare unità ed integrità tra saperi, discipline, approcci: da qui è nato Movimento Biologico.

Ho avuto il coraggio di inseguire un ideale, di correre contro la corrente del pensiero dominante, affidandomi totalmente al valore della Verità e questa, come sempre accade, mi ha fatto capire chi sono.

Ho smesso di “fare” ed ho iniziato ad “essere”. Ho smesso di istruire ed ho iniziato ad educare. Educando attraverso il Movimento.

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  • "Semina semi di verità, bontà e bellezza nella vita. Non mettere mai in dubbio ciò che i semi possono raggiungere, col tempo, solo perché sono pochi. Perché nascosti in ogni seme ci sono migliaia di semi. Ricorda sempre che un singolo seme può dare origine a un intero giardino." (Osho)

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